Un viaggio nella ristorazione solidale

(Internet)
Un’immagine del Ristorante Ca’ Moro, il social bateu alla fonda nel porto di Livorno

Numerose le iniziative che integrano la disabilità a tavola

Sono molti i progetti di imprenditoria sociale nella ristorazione, che consentono l’integrazione lavorativa e sociale di persone con disabilità e che fanno bene a tutti, in un clima positivo ed accogliente.

Precursore storico è stata la Locanda dei Girasoli, aperta dal 2000 al Quadraro a Roma, di cui abbiamo parlato nell’articolo chef solidali alla locanda. Di recente abbiamo citato l’esperienza gelateria FlyDown, gestita a Padova da un gruppo di ragazzi con sindrome di down. In tutta Italia, però, è ormai un fiorire da nord a sud di esperienze di integrazione lavorativa ed inclusione sociale attraverso la ristorazione come queste di cui abbiamo già parlato. Ve ne raccontiamo qualcuna.

Le esperienze diffuse in Italia

Tra le prime esperienze anche il Punto REstoro solidale, all’interno del parco Lungo Crostolo di Reggio Emilia, nato nel 2008 e gestito dalle cooperative sociali Girasole, Speranza e Libera-Mente con due ragazzi con disabilità.

Sempre in provincia di Reggio Emilia, a Gazzata, San Martino in Rio), esiste il bar-pizzeria che si chiama Bar N.0 che nasce da un’idea della Cooperativa sociale ‘Sottovoce’, che occupa persone con disabilità psichiche e motorie o con disagio con mansioni di cuoco, di servizio ai tavoli, di pulizie. La Cooperativa gestisce anche la pizzeria “La Fala” all’interno del parco di Albinea.

E a Milano ha riaperto la “Locanda alla Mano”, dentro il parco Sempione. A preparare i cibi e a servire ai tavoli ci sono sette ragazzi con sindrome di Down che si alternano dalle 9 alle 20. Ad aver investito in questo progetto è stata Repower (società di elettricità e gas), che ha supportato la start-up della cooperativa sociale Contè per gestire la “locanda”.

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Da luglio un vecchio peschereccio, ormeggiato nel Porto di Livorno, è diventato il Bar Ristorante “Ca’ Moro”, gestito da 8 ragazzi Down della Cooperativa Sociale Parco del Mulino. Ci sono il bancone del bar, una cucina attrezzata e tavoli per cinquanta coperti. A partire dal 24 luglio è possibile pranzare e cenare. Il “social bateau” è inoltre disponibile per feste ed eventi.

Fino in Puglia

Vi sono esperienze anche in Puglia: il ristorante Testecalde si trova a Rutigliano, in provincia di Bari, ed è stato realizzato dalla Cooperativa Sociale Dis-abilità e lavoro assieme alla Comunità di Sant’Egidio. Sono dieci i ragazzi con disabilità che lavorano, assieme a professionisti del settore, dopo avere svolto un tirocinio formativo presso il centro Maione della Divella e negli stabilimenti della Peroni. Il menu prevede pietanze tipiche della cucina pugliese.

E alla fine di febbraio, a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi, ha aperto il ristorante speciale  X-FOOD, gestito da 32 ragazzi con disabilità fisico-motoria, mentale e sensoriale. Con 50 posti a sedere, è nato da un’idea  del consorzio Nuvola di Francavilla Fontana assieme al Centro culturale Ex Fadda, nell’ambito del progetto Calimero. I ragazzi hanno seguito un corso di formazione per diventare chef e camerieri, ma anche per arredare il locale con mobili usati.